lunedì 28 novembre 2011

risotto zucca e fiordifrutta agli agrumi con zenzero e cavolo nero







wow, dite che è bastato il mio primo raduno fra foodbloggers per montarmi la testa e sentirmi nell'olimpo??

si, credo proprio di si, mi sono montata la testa perchè ho fatto parte di un gruppo di persone simpaticissime, affabili e sorridenti.
non che ne avessi dei dubbi, ma incontrare dei perfetti sconosciuti potrebbe anche comportare dei rischi, io poi che seguo pochissimi blog conoscevo davvero solo un paio di ragazze, silvia ed eleonora, l'organizzatore dell'evento gianni lo incrocio qualche volta su fb e di lui mi ero già accorta della squisitezza, trovarla anche nella moglie manuela era praticamente scontato!

vorrei raccontarvi di più ma ero troppo concentrata a chiacchierare e non ho nemmeno tirato fuori la macchina fotografica, dico solo che l'occasione è stata presa al volo anche per incontrare lui, il più bello, adorabile, incantevole, dolcissimo Lolo!!!! (non metto la foto perchè mi sono data ai minorenni, chi è amica di  mamma eleonora sa di chi parlo!

veniamo alla ricetta.
ho sudato non poco per trovare una ricetta per un risotto che prevedesse l'uso del Fior di frutta Rigoni di Asiago, nonostante mi piaccia anche azzardare accostamenti particolari e che l'agrodolce non mi disturbi affatto, cucinare un risotto con una "marmellata" (passatemi il termine please) mi ha sinceramente un pò mandata in palla!
la base l'avevo già in testa, volevo accostare zucca e arance, poi ho ricevuto una nuova fornitura dalla Rigoni   e cosa vedono i miei verdi occhietti? un bel vasetto di Fior di frutta agli agrumi!
ecco che la ricetta prendeva via via forma, poi ieri al suddetto incontro  eleonora  mi porta dal marocco dello zenzero meraviglioso (mi chiedo come mai? ^_*).
quindi è deciso, risotto alla zucca e zenzero mantecato con fiordifrutta agli agrumi, e oggi su fb chiedo un parere sulla ricetta e teresa mi consiglia di mettere lo zenzero nel fiordifrutta anzichè nel risotto, quasi a simulare una mostarda...ok, il piatto è completo!
mica del tutto però, ho del cavolo nero in frigorifero, lo metto in padella con un pò di cipolla e lo uso a completare questo risotto che alla fine è stato assolutamente divorabile tanto era buono!

risotto alla zucca mantecato al fiordifrutta agli agrumi e zenzero con cavolo nero:

per 3 persone:
250gr di riso carnaroli
300gr di zucca pulita
mezza cipolla
2 litri di brodo vegetale fatto con carota, sedano, cipolla e patata, sale
 mezzo bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio pieno di fiordifrutta agli agrumi Rigoni di Asiago
1 cucchiaino di zenzero in polvere
sale
una noce di burro

un mazzo grande di cavolo nero
mezza cipolla

lavare il cavolo nero, tagliarlo a striscioline e farlo appassire in una padella con la cipolla soffritta a fiamma bassa, chiudere con un coperchio e finire di cuocere mantenendolo croccante, salare e tenere da parte.

tagliare a piccoli pezzi la zucca, in una casseruola fare un fondo di olio e soffriggere la cipolla, unire la zucca e cuocere 15 minuti, unire il riso, mescolare per farlo brillare (io dico così, non so il termine giusto) e sfumare col vino bianco, portare a cottura aggiungendo di mano a mano il brodo vegetale bollente assaggiando di sale,
mettere in un pentolino il fiordifrutta, lo zenzero e un cucchiaio di acqua, fare sciogliere il tutto e tenere da parte.
a fine cottura spegnere il fuoco e mantecare il riso con il burro e il fiordifrutta tenendone da parte mezzo cucchiaino per la decorazione,
impiattare mettendo sul riso qualche foglia di cavolo nero e il fiordifrutta.


questo è il mio risotto per il contest di Rigoni di Asiago







e qui la foto di gruppo, non metto il link di tutte perchè ci metterei una notte, perdonatemi, vi basti sapere che sono stata in buonissima compagnia e di questo ringrazio ancora gianni e manuela per questa opportunità!







domenica 20 novembre 2011

tarte castagne e cioccolato, perchè qualcosa mi marth-ellava in testa!








a volte succede.

succede che si avvicina la domenica e sai che avrai libero sfogo dolciario.
succede che girovagando capiti su un blog e vedi una frolla che ti incuriosisce e che prometti anche alla legittima proprietaria che rifarai.
succede che nel blogroll qualcosa attiri la tua attenzione e ti ritrovi a vedere una crema di cioccolato che ti conquista all'istante e anche qui giù promesse alla legittima proprietaria.
e infine succede che l'araba più bella della blogsfera debba festeggiare i due anni di vita del suo bellissimo blog con un give away alquanto tentatore.

ecco che tutto torna, frolla alle castagne, crema al cioccolato con un che di agrumi e con questa bontà partecipo al give away sperando nel sorteggio magico, si perchè quel libro lo voglio, capito?? LO VOGLIO!!!
quale?
naturalmente Pies & tarts, quale sennò? ormai mi sta marth-ellando il cervello!

passiamo alla ricetta.
ho variato alcune cose rispetto le ricette originali che trovate per la frolla su Le ricette in cucina di Patatina e per la crema su Le chicche di Chicca, vi scrivo la mia versione.


tarte ai sapori d'autunno:

per la frolla:

100gr di farina 00
150gr di farina di castagne
100gr di burro
80gr di zucchero
1 uovo
2 cucchiaini rasi di cacao
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale

fare la frolla classica, formare una palla e lasciare riposare in frigo. io ho fatto un panetto rettangolare per avere già la forma di partenza per la tarte.

per la crema:

150gr di panna
70gr di latte
40gr di tuorli
20gr di zucchero
buccia di mandarino ben lavato e asciugato
240gr di cioccolato fondente

fior di frutta bio al mandarino di Rigoni di Asiago

stendere la frolla e metterla nello stampo da tarte ben imburrato, coprirla con carta forno e riempire il guscio con legumi secchi o riso o palline di ceramica, cuocere a 180° per 20 minuti, togliere pesi e carta e finire la cottura per altri 5 minuti.
sfornare e fare raffreddare.

sciogliere il cioccolato al microonde e tenere da parte,
portare a bollore la panna con il latte e la buccia del mandarino,
mescolare senza montare i tuorli con lo zucchero, unire il liquido bollente togliendo prima la buccia del mandarino e rimettere sul fuoco portando a 82° mescolando,
spegnere a portare la crema a 55° quindi versarla sul cioccolato fuso, mescolare bene e montare leggermente. lasciare intiepidire mescolando.

riprendere il guscio di frolla freddo e stendere un velo di fior di frutta al mandarino quindi la crema e decorare con biscottini che si saranno ricavati dagli avanzi della frolla.

devo giurare sulla bontà?
certo è bella calorica, bella pesantuccia e da sconsigliare come dessert dopo una cena sostanziosa, per quell'occasione meglio usare la crema per farcire una torta soffice e in uno strato più sottile, ma oggi è domenica, per una settimana non si mangiano più dolci, a pranzo ci siamo mangiati SOLO un piatto di anolini in brodo dai, un peccatuccio ci sta!!


questa ricetta la mando a Stefania, sperando che una mano fatata sorteggi il mio nome per vincere il libro Pies & tarst di Martha Stewart!!









mercoledì 16 novembre 2011

l'MTC e il baccalà, e adesso come lo dico??







certo che quando ho cominciato ad unirmi alla combriccola più scatenata, fantasiosa e visionaria della blogsfera non credevo di incappare per ben TRE volte su QUATTRO in ricette che mi hanno messa in difficoltà e non poco.
a parte la prima ricetta del soufflè glacè  che ho molto gradito (secondo me era stata proposta appositamente per accalappiarmi meglio!), mi sono beccata la macedonia che non faccio MAI perchè troppo noiosa e lunga da preparare, il profiterole che credo essere l'unico dolce al mondo che non mi piace e questo mese Cristina mi ha voluto fare un'enorme regalo proponendo come ricetta comune il baccalà, grazie cara, troppo gentile ma non dovevi disturbarti!
bisogna proprio dire che mi ci stia dedicando anima e corpo a questo incontro mensile con quelle dell'MTC per sopportare tutto ciò, vero?
o che forse sotto sotto ho un'anima buia votata al masochismo e che mi spinge a continuare in questo supplizio??
bah, per ora resisto, poi vedremo come si metterà, che a sopportarle quelle mica è facile eh, e poi devo dire che se Stefania ha l'onore del record di zero vittorie, io avrò quello di più noiosa e incontentabile dell'MTC!!

ora per un'attimo divento seria e abbraccio tutte le persone che sono state colpite da questa maledetta onda di fango che ha così gravemente segnato le terre di Liguria e altre parti d'Italia e uno ancora più grande ad Alessandra e Daniela, le cape di Menù Turistico per avere continuato ad occuparsi di noi anche in questo tragico frangente.

ed ora veniamo alla ricetta di questo mese che è il baccalà alla livornese di Cristina.
dai, finora ho scherzato, esagerato (?), straparlato un pò, ma il baccalà lo cucino spesso, non per me perchè è vero che non mi piace, ma per mio marito si, ne è un'amante, lo vorrebbe più fritto in pastella che in altri modi, ma se lo gusta anche mantecato con le patate, in umido con qualche olivetta, in bianco con alloro e patate a tocchi e in rosso con le cipolline borettane che è la versione che ho deciso di fare e che servo spesso con la polenta.
e dato che la preparazione questa volta non mi ha impegnata più di tanto ho presentato la stessa ricetta nella variante chic che chiameremo magari "baccalà destrutturato" e la versione pop semplicemente "baccalà con cipolline e polenta".....gira che ti rigira, sempre baccalà è!


700gr di baccalà (per fortuna l'ho trovato già ammollato)
300gr di cipolline borettane (sperate di trovarle già pulite sennò armatevi di pazienza)
3 grossi pomodori maturi (o poco meno di una scatola di pelati)
farina, olio, sale

pulire le cipolline e metterle in una padella con l'olio e cuocerle a fiamma moderata per 7-8 minuti facendo attenzione che non rosolino ma rimangano belle bianche,
sciacquare, spinare e tagliare a tocchi regolari il baccalà, infarinarlo e aggiungerlo nella padella con le cipolline dalla parte della pelle,
farlo rosolare bene, girarlo e dopo 5 minuti aggiungere i pomodori spellati e svuotati (o i pelati), incoperchiare e terminare la cottura, se dovesse asciugare troppo allungare con un goccio di acqua,  aggiustare di sale e servire con la polenta.
il restante tempo di cottura dipende dalla grandezza delle cipolline.






.......e adesso come lo dico che presa dalla follia da MTC questa volta il baccalà l'ho mangiato anch'io???
siete delle streghe che fanno macumbe e sortilegi!!!








domenica 13 novembre 2011

di gnocchi di zucca, di muffin di zucca, di spezie, di dolce e salato







ancora zucca, e non illudetevi che sarà l'ultima perchè in archivio c'è ancora un risutin niente male!

sono reduce da un fine settimana gastronomicamente parlando devastante e per fortuna in due sensi opposti, ieri sera una cena di pesce a dir poco da denuncia del ristoratore, cuoco, aiutocuoco e cameriera e oggi la prima puntata al November porc a Polesine Parmense, un tripudio di profumi e sapori, certo tutto poco dietetico ma tanto buono, qualche foto prossimamente!

invece vi dico il menù di cotanta cena:
antipasti misti caldi e freddi composti da vongole e cozze molli e sbriciolose più vecchie di me, insalate di polpo, seppia, gamberi totalmente scondite, bruschette a un non meglio identificato mix con pane molle, salmone marinato agli agrumi da rischio vomito nel piatto, polpette al sugo di aglio, capesante a non so che salsa e altro che la mia mente ha pietosamente rimosso dai ricordi!
ed ora passiamo alla fantastica grigliata di pesce:
un trancio di salmone uguale all'antipasto, ovvero rischio di vomitare, un trancio di pesce spada crudo che credevo che a mio marito venisse il terzo infarto, un filetto di pesce boh perchè nessuno ha capito cosa fosse, un gambero e uno scampo.
niente dolce perchè c'era solo gelato confezionato.
il tutto lasciato nei piatti perchè davvero immangiabile e per la modica cifra di CINQUANTA eurini a cranio!
al che sono diventata l'incredibile hulk e mio marito mi ha praticamente imbavagliata e portata fuori dal ristorante....che a chiamarlo così gli faccio pure un complimento!
passaste dalle parti di Parma NON fermatevi all'Osteria il mare e la luna, via Emilia ovest, vi prego!!

passiamo a qualcosa di tanto tanto e tanto più buono (o', davanti a certa cucina permettetemi di tirarmela)!

per queste due ricette sono partita da una base che comprendeva zucca, cannella e zenzero e si è rivelata ottima per entrambe.


gnocchi di patate e zucca alle spezie e nocciole:

250gr di patate già lessate e sbucciate
250gr di zucca cotta al forno e pulita
1 uovo
120-130 farina
sale, cannella, zenzero fresco grattugiato
nocciole tostate e tritate grossolanamente
burro
rosmarino

passare le patate e la zucca allo schiacciapatate e impastare con l'uovo, le spezie e farina quanto basta per avere un impasto lavorabile, aggiustare di sale e formare i cordoncini e gli gnocchi, se volete passateli su una forchetta o sull'apposito riga-gnocchi o lasciateli lisci,
mettere acqua salata sul fuoco e quando bolle versare gli gnocchi, scolarli con un mestolo forato non appena riaffiorano e condirli con burro fuso insaporito con un rametto di rosmarino, spolverare con le nocciole tostate.






muffin alla zucca, spezie e cioccolato:

200gr di farina (io ho usato una farina autolievitante LoConte)
50gr di farina di nocciole
150gr di zucca cotta in forno e pulita
2 cucchiaini di lievito (da me omessa)
130gr di zucchero
80gr di olio di semi
100gr di yogurt naturale o latte
2 uova
cannella, zenzero fresco grattugiato
un pizzico di sale
cioccolato fondente

mescolare le farine, lo zucchero, le spezie, il pizzico di sale e in un'altra terrina sbattere leggermente le uova, unire lo yogurt (o il latte), l'olio e la polpa della zucca passata al setaccio, unire i due composti e mescolare brevemente per amalgamarli,
riempire per 3/4 gli stampi da muffin ( in silicone, multistampo, quelli che avete) e su ogni muffin mettere un quadretto di cioccolato fondente,
cuocere a 180° per 25 minuti.

nota:
il cioccolato spingetelo un pò all'interno dell'impasto perchè essendo questo abbastanza consistente non sprofonda come succede di solito, io non l'ho fatto credendo che facesse tutto da solo e come si vede è rimasto in superficie, poco male ma meglio saperlo!

due ricette diverse ma con un profumo di spezie che le accomuna e che mando volentieri a casa di Ramona per il suo contest




mercoledì 9 novembre 2011

ravioli alla zucca alla maniera mantovana, con......







io sono un'amante appassionata dei tortelli, dei ravioli, dei cannelloni, di una qualsiasi forma di pasta con dentro un godurioso ripieno!
e amo la zucca, sia dolce che salata, credo di averlo detto mille volte, va da sè che la mia pasta ripiena preferita in assoluto siano i tortelli di zucca, quelli belli dolci, con amaretti e mostarda di mele semplicemente conditi con burro fuso e parmigiano (un 30 mesi di vacche rosse che da solo dice tutto!).

ma c'è un ma.
su fb un giorno lontano fra le tante notifiche me ne arriva una dalla pagina di Sani Sapori proprio sui tortelli mantovani di zucca e leggo che nella farcia c'è un'ingrediente che mai avrei pensato, il cacao!
inutile dire che da quel momento non ho atteso altro che arrivasse il periodo della zucca, quella verde, piccola, schiacciata, dolcissima, ed eccoli qui, fatti con le mie solite dosi, con una forma diversa e con quell'aggiunta che pare poco, ma una differenza la fa, non saprei dire come ma la fa, credetemi!

un'aggiunta che ho usato anche per un risotto di cui vi dirò il prossimo post, si perchè vi sorbirete un pò di ricette zuccone, preparatevi!

tortelli di zucca alla maniera mantovana con cacao:
per 45 tortelli (io ho fatto dei simil tortelli con la coda piacentini):

per la pasta:

200gr di farina
2 uova
un pizzichino di sale

impastare e lasciare riposare coperto da un canovaccio leggermente inumidito per 30 minuti.

per la farcia (da fare il giorno prima)

350gr di polpa di zucca già cotta in forno, passata e fatta scolare per alcune ore
50gr di amaretti
50gr di mostarda di mele
pangrattato qb
parmigiano reggiano qb (l'importante è che sia stagionato)
1 cucchiaino di cacao amaro
sale qb

tritare finemente la mostarda e passare al mixer gli amaretti,
mescolarli alla purea di zucca e al cucchiaino di cacao insieme a una manciata di pangrattato e tre di parmigiano aggiungendone se occorre assaggiando, aggiustare di sale.
non so darvi le dosi del pane e del formaggio perchè faccio sempre a "tatto" e a "gusto", il parmigiano serve ad asciugare un pò l'impasto pertanto non se ne deve mettere troppo perchè rischierebbe di coprire il sapore del formaggio, e il parmigiano si deve sentire ma non sovrastare il dolce della zucca, è un gioco di equilibri.

tirare la pasta e formare i tortelli classici o per fare questi tagliare dei dischi con un coppapasta, mettere all'interno un cucchiano circa di farcia e chiudere formando una nervatura.
cuocere in acqua bollente salata e condire con burro fuso, un buon parmigiano stagionato e se avete un aceto balsamico tradizionale qualche goccina ci sta bene.

che dire?
mi vergogno un pò a dirlo, ma credo di essere una delle persone più trasparenti al mondo per ciò che riguarda i miei difetti soprattutto se c'è da prendermi in giro...ecco, io da tanto mi piacciono li mangio interi, da avida, da affamata, da morta di fame, da scaricatrice di porto con tutto il rispetto per la categoria...insomma, non mi si può guardare!!

e con questa confessione partecipo al contest di aboutfood






e al contest fuori di zucca (e come non farlo!!)






e dato che per me questo piatto è un capolavoro di gusto partecipo anche al contest di fujiko




domenica 6 novembre 2011

la torta fritta di parma per quant modi di fare e rifare







eccoci all'appuntamento del 6 del mese, scadenza di ricette interattive organizzato da Anna ed Ornella in cui proviamo a confrontarci sulla stessa ricetta e dove puntualmente scopro piatti nuovi, a volte conosciuti ma mai provati, altre addirittura ricette mai sentite in vita mia.

questa volta è toccato a me proporre una ricetta tipica di casa mia e dato che noi abbiamo una cucina prevalentemente basata sulla carne di maiale e i suoi derivati, sui ragù succulenti, su tortelli sostanziosi, su anolini in brodo da leccarsi i baffi, ho pensato di dribblare tutto questo che poteva essere a volte pesante altre troppo elaborato da preparare e proporre invece la torta fritta che forse nessuna aveva mai preparato e che poteva essere un'ottima idea per una cena informale abbinata a dei buoni salumi e un bel pezzo di cremosa gorgonzola.

spero sia piaciuta, seguite i link di chi ha partecipato per sentirne le opinioni, io un pò di ansia ce l'ho, anche perchè da perfetta rinco che non si smentisce mai, nel post dove avevo scritto la ricetta ho commesso un errore clamoroso scrivendo nella versione con il lievito istantaneo la dose sbagliata e purtroppo accorgendomene solo tre giorni fa, spero di non avere fatto combinare disastri, fosse successo chiedo scusa di cuore!







le ricette sono per la versione con lievito istantaneo e con il lievito di birra.

torta fritta con lievito istantaneo (di elisabetta):

1kg di farina
(2) 1 bustin(a) di lievito per torte salate (qui l'errore, è UNA bustina per chilo di farina)
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiaini di sale
latte quanto basta per impastare

formate l'impasto e fatelo riposare dieci minuti, tagliate a pezzetti e tirate le strisce con la macchinetta o se volete col mattarello alte 2-3 millimetri, tagliate a losanghe e friggete in abbondante strutto o olio profondi.
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torta fritta con lievito di birra:

1kg di farina
20gr di lievito di birra
20gr di sale
acqua
latte quanto basta per impastare

sciogliere il lievito in acqua leggermente tiepida, impastare e lasciare lievitare coperto per circa 1 ora.
procedere come sopra.

noi la serviamo con prosciutto di Parma stagionato, salame Felino, spalla cotta calda di S.Secondo, strolghino di culatello, gorgonzola e chi più ne ha più ne metta, da bere ci vorrebbe una Fortana, vino nostro dolce, leggero e frizzante.

chiedo ancora scusa per l'errore, sono mortificatissima!

ci troviamo il 6 dicembre con...............eccone un'altro mai sentito, quanto mi diverto!!

lo stollen di Solema.




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