sabato 19 aprile 2014

bavarese al mojito in tre versioni






circa 3 settimane fa una domenica speciale, una domenica in cui per l'occasione dell'arrivo in Italia di Eleonora, Francesca organizza una festa con alcune foodblogger (non le nomino perchè stordita come sono ne dimenticherei la metà).
vengo invitata anche io e se pur queste occasioni di solito mi mandano nel panico (letteralmente e non tanto per dire), decido di andare primo perchè rivedere Eleonora non è cosa facile abitando lei in Marocco e mica dietro l'angolo, secondo perchè le suddette foodbloggers sono donne che "sanno" e se fossi stata male ero certa che mi sarei sentita compresa e protetta, così prendo il treno e vado!

non mi dilungo con la descrizione di quello che c'era da mangiare, tutto "pret a porter" e tutto buonissimo, non mi dilungo per pudore su quello che mi sono scofanata (resto un donnino di sano appetito), ma ad un certo punto compaiono dei bicchieri di mojito, buonissimo, preparato da Fabiana, e parlando di quanto fosse buono, ben calibrato ecc ecc salta fuori Mariella dicendomi che lei ha fatto una bavarese al mojito
e secondo voi cosa faccio appena arrivo a casa?

esatto, vado sul suo blog a cercarla e un paio di giorni dopo era già fra le mie papille!

la mia solita raccomandazione quando preparo qualcosa di davvero buono, fatela!
tanto buona che è diventata il dolce per pasqua, approvato dalla nipote!

nelle foto c'è la prima versione monoporzione, poi la torta per domenica e con la bavarese e la dacquoise avanzate ho preparato dei piccoli bocconcini che ho portato alla mia psicologa, non sono bellini?




BAVARESE AL MOJITO:
ricetta di Mariella:

per la dacquoise al cocco:

100g di albume
60g di zucchero semolato
70g di zucchero di canna
95g di farina di cocco
25g di farina di riso

per la bavarese

3 tuorli
250g di latte
80g di zucchero di canna
300g di panna fresca
6g di colla di pesce
4-5 cucchiai di rum
4 lime
menta

la sera prima mettere in infusione nel rum la buccia di 1 lime e lasciarla tutta la notte,
scaldare il latte e mettere in infusione la buccia di 2 lime e grattugiare la terza, unire una ventina di foglie di menta spezzettate con le mani, lasciare tutta la notte al fresco,
il giorno dopo preparare la dacquoise montando gli albumi con i 60g di zucchero semolato, quando saranno ben sodi aggiungere lo zucchero di canna, la farina di cocco e la farina di riso mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare il composto,
foderare una leccarda con cartaforno e distribuire la dacquoise con una spatola ad un altezza di circa mezzo cm, cuocere a 160°c per 12 minuti o fino a quando i bordi cominciano a dorare, deve restare morbida.

mettere ad idratare la colla di pesce in acqua fresca,
filtrare il latte con la scorza e la menta e portarlo quasi a bollore,
mescolare lo zucchero di canna con i tuorli ed unirli al latte, mescolare con una frusta per non formare grumi quindi cuocere sempre mescolando fino a che la crema velerà la spatola,
strizzare la colla di pesce ed unirla alla crema mescolando fino a che sarà completamente sciolta ed aggiungere anche il rum filtrato e il succo di mezzo lime,
quando la crema sarà fredda montare la panna ed aggiungerla delicatamente e sempre mescolando dal basso verso l'alto,
dalla dacquoise ricavare dei dischi di misura allo stampo scelto, io nella prima versione ne ho tagliati 8 da circa 7cm mentre per la torta intera ho usato un disco da 20cm,

per le monoporzioni:
versare la crema negli stampi, io ho usato un multistampo in silicone Pavoni così come per i bocconcini, mettere in frigorifero a rassodare per almeno 8 ore,
posizionare i dischi di dacquoise sui piatti o su un unico piatto di portata e adagiarvi sopra le bavaresi sformate delicatamente dagli stampi, decorare con fettine di lime.

per la torta:
mettere sul fondo di una tortiera con cerchio apribile un foglio di cartaforno sopra il quale metteremo la dacquoise,
chiudere e foderare il bordo con una striscia di acetato o di pellicola,
versare la bavarese e mettere in frigorifero per almeno 8 ore,
al momento di servirla togliere il cerchio, togliere delicatamente la striscia intorno e sfilare la cartaforno dal fondo, posizionarla sul piatto di portata e decorarla con fettine di lime e foglie di menta.







NOTE:
Mariella nella sua ricetta ci facilita il compito di moltipicare le dosi a seconda dello stampo che si vuole usare, io le ho raddoppiate ma ho usato meno tuorli per la bavarese, inoltre ho usato una parte di zucchero di canna per la dacquoise per averla meno dolce e più aromatica.
dopo la prima prova ho deciso di aggiungere nella torta seguente anche un pò di succo di lime per smorzare la dolcezza dell'insieme e dare un gusto più deciso, voi fate come preferite.
come ho detto prima mi sono venute 8 monoporzioni, lo stampo è per sei dolci, le altre due le ho messe in stampini usa e getta in alluminio, mentre per la torta grande ho usato una tortiera da 20cm e con la crema restante ho preparato 8 bocconcini.

FATELA!

vi auguro una serena Pasqua.



martedì 15 aprile 2014

plumcake al rum, uvetta e fava tonka



brocca e bicchiere Villa D'Este Home



io lo so che sono sempre un pò fuori dal coro, per Natale faccio la sacher, per Pasqua un plumcake o tuttalpiù un dolce al cucchiaio!
questo non solo perchè panettoni, pandori e colombe non sono molto nelle mie corde, non solo perchè impastare, reimpastare, lievitare, rilievitare, pirlare e tutto il cucuzzaro per me è quasi folle, non solo perchè il lievito madre l'ho praticamente soffocato già da un pò e il velo non ce l'avevo neanche quando mi sono sposata,
ma proprio per mia natura, contraria a tutto quello che si "deve" fare perchè è così e basta, no grazie,
è così per tradizione d'accordo, ma pur ammirando chi si impegna e ingegna in questo tipo di preparazioni mi ritrovo anche a chiedermi dove vanno a finire le decine di panettoni, pandori e colombe che continuano a sfornare, magari dopo un paio di tentativi andati male, o una lievitazione non esemplare per cui 'spetta che lo rifaccio come si deve,
e giù kili di farina, burro, uova.....boh, adesso mi inimicherò un tot di queste bravissime e appassionate di lievitati, ma a volte veramente rimango allibita davanti a tutto questo inforna-sforna bulimico, anche se capisco che sul blog una bella cupola o una colombina dorata e golosa abbiano il loro fascino!

vabbè, il papiè solo per dire che io vado da un'altra parte, forse anche con una puntina di invidia per chi è quasi un mese che produce kili e kili di colombe, che poi se io faccio il dolce solo la domenica e metto su 1kg a settimana, come faranno mi chiedo, come faranno a rimanere in linea??

ok, io in linea (mentale) ci sono sempre stata poco, sempre stata un pò fuori dal coro, come ho detto all'inizio di questo post, senza strafare, senza strombazzare " io sono diversa", sono quella che sono, non mi allineo facilmente, non vado in visibilio per la "persona" del momento, non sono seguace per natura!

e così proprio nella settimana che precede Pasqua posto un plumcake, un Signor plumcake e scusate l'immodestia!
profumato di rum e di questa sconosciuta fava tonka che Eleonora mi ha regalato e fatto assaggiare in un suo dolce (sempre un plumcake)
ormai rapita da questa "delizia esotica" la metterei dappertutto, l'ho provata anche in una zuppetta di fragole, eccezionale, e ho preparato questo stesso plumcake anche per la mia psicologa che pare aver gradito!
la mia ignoranza purtroppo non mi dà molte alternative alle ricette dolci ma forse chissà, curiosando sul web potrei trovare molti altri impieghi, ci farò un giretto prima o poi!

un consiglio prima della ricetta, data la velocità e la facilità di preparazione..........fatelo!!

PLUMCAKE AL RUM, FAVA TONKA E UVETTA:

150g di farina Antiqua 1
80g di zucchero muscovado o di canna
mezza bustina di lievito
fava tonka
un pizzico di sale

1 uovo grande
130g di latte
70g di olio di semi di arachide
rum qb
30g di uvetta passa
1 cucchiaio di bacche di goji essiccate

mettere a bagno l'uvetta e le bacche in tanto rum quanto basta a coprirli, lasciare riposare per almeno 30 minuti,
in una terrina mescolare la farina, lo zucchero, il lievito, il sale e grattugiare con una grattugia a fori piccoli (come quella per la noce moscata) circa mezza fava tonka,
in un'altro contenitore sbattere leggermente l'uovo tanto da romperlo, unire il latte e l'olio,
versare il composto sulle farine ed aggiungere l'uvetta e le bacche di goji col loro rum,
mescolare quanto basta ad amalgamare i due composti e le uvette e versare in uno stampo da plumcake 24x10 precedentemente imburrato e infarinato o foderato con cartaforno, o come ho fatto io in uno stampo per plumcake Pavoni,
cuocere a 180°c per circa 40 minuti, vale la prova stecchino.

note:
le bacche di goji sono una mia aggiunta, le avevo e le ho messe, voi non girate mezza città per comprarle, il plumcake sarà ottimo uguale!
la farina di tipo 1 dà ulteriore rusticità a questo dolce, stesso discorso delle bacche, anche una farina 00 andrà benissimo.
lo zucchero muscovado non lo cambierei, sarà che per me è di una bontà e profumo assoluti, fa la sua differenza.
la fava tonka cercatela, giuro che il profumo che uscirà dal forno mentre il plumcake cuoce vi ripagherà della ricerca!
cosa c'è nella brocca e bicchiere? semplicemente una tisana ai frutti di bosco, ci sta da deus!

la prossima ricetta per Pasqua?
ma si dai, ve la anticipo perchè anche questa è da segnare così come ho fatto immediatamente io appena l'ho letta, solo la foto però, sono dispettosa, voi metteteci l'immaginazione e ditemi cosa vi pare!







giovedì 10 aprile 2014

bocconcini di pollo e guanciale Terre Ducali




bè, scusate l'immodestia ma con questa ricetta ho giocato un pò in casa!
quando mi hanno contattata per provare le specialità del prosciuttificio Terre Ducali ne sono stata ben felice e conoscendo bene i loro prodotti sapevo che avrei mangiato degli ottimi salumi, e non mi sono sbagliata!

fra le varietà arrivate c'era anche del meraviglioso guanciale, ed è stato il primo che ho voluto cucinare.
la ricetta è semplice ma proprio per questo diventa speciale e saporita grazie a questo guanciale, in pratica fa tutto lui!

io ho usato del pollo, voi se preferite un'altro tipo di carne fate pure, il risultato finale sarà comunque ottimo.

BOCCONCINI DI POLLO E GUANCIALE:

3 bistecche di pollo tagliate sottili
60g di guanciale stagionato Terre Ducali
parmigiano grattugiato
4 foglie di salvia
1 piccolo rametto di rosmarino
1 spicchio d'aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale
olio extravergine d'oliva

battere le bistecche di pollo e tagliarle in due per il senso della lunghezza per ricavarne 6 strisce, spolverarle con abbondante parmigiano e spezzettarci sopra un paio di foglie di salvia, qualche ago di rosmarino e un paio di fette di guanciale, avvolgere le strisce di pollo ben strette,
sul tagliere stendere le fette di guanciale due a due sovrapponendole leggermente ricavando anche da esse 6 strisce, appoggiare il fagottino di pollo all'estremità ed avvolgerlo completamente nel guanciale,
stringere uno ad uno i fagottini così ottenuti nella pellicola in modo che si compattino bene,
in una padella versare 3 cucchiai di olio insieme allo spicchio d'aglio, le due foglie di salvia e il rosmarino rimanenti,
fare imbiondire l'aglio quindi aggiungere i fagottini di pollo tolti dalla pellicola e farli rosolare da tutte le parti a fiamma vivace,
sfumare col vino bianco e quando sarà evaporato chiudere la padella con un coperchio e finire la cottura per circa 10 minuti, se il sughetto dovesse asciugare troppo aggiungere un pao di cucchiai di acqua calda,
aggiustare di sale e servire.





io li ho accompagnati con delle cipolle rosse caramellate preparate così:

3 cipolle rosse
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di zucchero semolato
3 cucchiai di aceto bianco
sale

affettare le cipolle e farle appassire in una padella con l'olio, salarle e cuocerle fino a che diventano traslucide,
spolverarle con lo zucchero, mescolare bene per farle caramellare ed unire l'aceto,
farlo evaporare per un paio di minuti, chiudere con un coperchio e cuocere per circa 15 minuti aggiungendo acqua calda se necessario,
aggiustare di sale e servire.


martedì 8 aprile 2014

lasagna ai fagiolini e pesto genovese






io sono la donna delle occasioni mancate, un pò per volere, un pò per sfiga e un pò per situazioni contingenti!
e quest'ultima opzione è stata la causa che mi ha impedito di andare ad Orvieto per la finale del contest Risate e Risotti al quale avevo partecipato con il risotto al lambrusco, purtroppo impegni precedenti mi hanno tenuta a casa!
subito alla notizia di essere fra le cinque ricette finaliste sono corsa subito a vedere gli orari dei treni, ma l'entusiasmo mi ha fatto dimenticare di questo impegno al quale non potevo mancare, morale della favola mi è rimasta la grande, grandissima soddisfazione di essere comunque arrivata alla finale, e un applauso alla prima classificata, ero certa che il suo risotto sarebbe stato il vincitore!





dal risotto così sono passata alla lasagna, che sempre di primi piatti si tratta, che io adoro e che purtroppo comincio a spalmarmeli tutti sui fianchi, ad una certa non si può più dire "mangio di tutto e non metto su un etto", no no, adesso li metto su eccome, e con una velocità impressionante, basta una cena un pò più abbondante e il giorno dopo sono già lì, ancorati al giro-vita e lì restano, fedeli e incuranti di tentativi di diete che poi se devo dirla tutta non tento neanche di cominciare!

a proposito di lasagne volevo anche cominciare una raccolta, ma sono giorni talmente pieni di cose che si accavallano che forse non riuscirei a seguirla, poi mi rendo conto che sono nel periodo "cosatengoilblogafare", insomma, niente di nuovo, il mio solito saliscendi umorale, così anche questa idea l'ho accantonata!
però una buona lasagna me la sono preparata approfittando di una fornitura di Pasta Delverde in cui fra i vari formati c'erano anche le Ondine, sfoglie ondulate troppo carine a vedersi e che raccolgono nelle loro scanalature besciamella o sugo o ragù, quello che si preferisce.
io le ho preparate così:

LASAGNE AL PESTO GENOVESE E FAGIOLINI:
per 2 persone:

5 sfoglie Ondine di Pasta Delverde
400g di latte
40g di farina
20g di burro
2 cucchiai di pesto genovese (basilico, pinoli, parmigiano, sale e olio)
200g di fagiolini
parmigiano grattugiato
burro

lavare i fagiolini e lessarli in acqua bollente leggermente salata, scolarli e spuntarli alle estremità, tagliarli a pezzetti e tenerli da parte,
preparare il pesto frullando una decina di foglie di basilico, mezzo cucchiaio di pinoli e mezzo spicchio d'aglio,
aggiungere un cucchiaio di parmigiano grattugiato e olio sufficiente per avere un pesto fluido, aggiustare di sale e tenere da parte,
mettere sul fuoco una pentola di acqua, portare a bollore e salare,
preparare sul tavolo un telo di cotone pulito ma non profumato,
cuocere le ondine una alla volta per un paio di minuti, scolarle con un mestolo forato e metterle sul telo,
preparare la besciamella facendo sciogliere il burro in un pentolino con fondo spesso, togliere dal fuoco e versare sul burro la farina mescolando con un cucchiaio per sciogliere eventuali grumi, 
unire il latte freddo e riportare sul fuoco cuocendo fino a che la salsa si addenserà, aggiustare di sale ed aggiungere alla besciamella due cucchiai di pesto,
accendere il forno e portarlo a 180°c,
versare sul fondo della teglia un pò di besciamella e qualche fiocchetto di burro, stendere la prima sfoglia, ricoprirla di besciamella e fagiolini, spolverare di parmigiano e continuare in questo modo con le sfoglie rimanenti, 
coprire l'ultima sfoglia con solo besciamella, parmigiano e qualche fiocchetto di burro, coprire con un foglio di alluminio e cuocere per 20 minuti, scoprire le lasagne e cuocere altri 5 minuti per farle dorare.





mercoledì 2 aprile 2014

polpette di pastrami al sugo





si si, anche io ho strabuzzato gli occhi quando ho sentito questo strano nome!

cioè, magari molte di voi conosceranno questa carne di manzo speziata e affumicata di origine mediorientale che si usa soprattutto negli Stati Uniti per sandwiches e affini, ma io che della cucina oltre i confini italici non ne so mezza quando ho ricevuto l'offerta da parte del salumificio Furlotti di provarlo ho accettato subito, sia per la curiosità di provare un prodotto per me sconosciuto e anche perchè è un'Azienda "di casa mia", un salumificio che dista pochi chilometri da Parma e che oltre il pastrami produce anche i nostri celebri salumi, sia per il taglio che confezionati a cubetti.

devo dire che le polpette mi sono venute in mente subito appena l'ho assaggiato, poi sono arrivate altre idee che magari riuscirò a realizzare ma le polpette erano lì, fisse, e le ho preparate così:

POLPETTE DI PASTRAMI AL SUGO:

200g di carne macinata mista di bovino e suino
70g di pastrami
4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
4 cucchiai di pangrattato
latte
prezzemolo
2 uova
2 spicchi d'aglio
1 cipollotto di tropea
1/2 bicchiere di vino bianco
1/2 lattina di passata di pomodoro
1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro
olio
sale
un pizzico di zucchero

pangrattato per l'impanatura

tritare finemente a coltello il pastrami,
mettere in una terrina il pangrattato e bagnarlo con un pò di latte,
aggiungere la carne macinata, il pastrami, il parmigiano grattugiato, le uova, il prezzemolo e mescolare bene il tutto prima con un cucchiaio e poi con le mani,
aggiustare di sale, formare le polpette e passarle nel pangrattato,
pulire e affettare il cipollotto, sbucciare l'aglio e mettere entrambi in una larga padella con un generoso giro d'olio,
far stufare a fiamma bassa e quando la cipolla sarà trasparente unire le polpette facendole rosolare da tutte le parti muovendo la padella senza mescolare,
quando le polpette saranno dorate sfumare col vino e quando sarà evaporato aggiungere la polpa di pomodoro, il triplo concentrato e un bicchiere di acqua,
mettere un pizzico di zucchero per togliere l'acidità del pomodoro, coprire con un coperchio e far cuocere per circa 15 minuti,
togliere il coperchio e fare asciugare il sugo se sarà troppo liquido, aggiustare di sale, spolverare con prezzemolo tritato e servire.



martedì 25 marzo 2014

soufflè all'aringa e patate con salsa di porri e lemongrass







se dico che non so in quale giorno del mese siamo mi credete?

è proprio così, annoto tutto su un calendario in cucina perchè la memoria per me è solo un optional ma pur guardandolo tutti i giorni non guardo mai "che giorno è"!

e così fra mille cose che questo mese si sono accumulate in un mucchio selvaggio di impegni miei e per il 94enne mi sono accorta ADESSO che questa è l'ultima settimana di Marzo!

mi è passato in un lampo, e per fortuna direi! come avevo scritto nell'ultimo post (ma quanto tempo è che non scrivo?) le lunghe giornate quasi primaverili mi angosciavano, troppe ore da passare, ma come per magia puf, siamo quasi a fine mese!
siamo quasi a fine mese e c'è mancato poco che non partecipassi all'MTC!

già agli inizi avevo dato forfait perchè la ricetta proposta questo mese da Fabiana è il soufflè ed essendo da sola non mi andava di dovermi mangiare 4 soufflè da sola, pur dividendo le sue dosi per me rimaneva ancora troppo, ma poi è sempre così, l'MTC logora chi non ce l'ha e non riesci a rimanerne fuori, è un gioco che appassiona e che mette alla prova la nostra fantasia e voglia di provare e sperimentare!
avevo già fatto un soufflè salato e sapevo già che quello che è il piatto più "spaventoso" del mondo culinario è in realtà facilissimo da preparare, un pò meno facile mantenerlo gonfio ma ciò non inficia il gusto finale.
la mia prima volta avevo usato una ricetta completamente diversa, andando a leggere il post poi mi sono quasi stupita di quanta voglia di sole e luce avessi allora, di quanta leggerezza d'anima avevo e che spero di ritrovare prima o poi!

ma bando alle malinconie, devo fare una confessione:
mi dichiaro colpevole:
colpevole di essere disubbidiente e di aver cambiato la ricetta di Fabiana, colpevole di averla alleggerita perchè ho il colesterolo alle stelle e vabbè scofanarsi un quantitativo industriale di soufflè, ma almeno non spalmarmelo sulle arterie!

vi scrivo la base di Fabiana e fra parentesi le mie dosi chiedendole umilmente scusa! 






SOUFFLE' ALL'ARINGA E PATATE CON SALSA DI PORRI E LEMONGRASS:

per la salsa ai porri:

2 porri
1 spicchio d'aglio
3g di lemongrass secco
1 rametto di prezzemolo
1 cucchiaino di maizena
olio
sale

lavare il porro, togliere la prima foglia e tagliarlo a pezzi grossolani,
metterlo in una padella insieme all'aglio, il rametto di prezzemolo e il lemongrass secco coprire di acqua e lasciare in infusione 15-20 minuti quindi mettere sul fuoco, salare con poco sale grosso e cuocere per circa mezz'ora coperto,
filtrare per ottenere solo il brodo e tenere da parte,
sciacquare la padella, versare un filo di olio ed aggiungere l'altro porro tagliato sottile, 
soffriggere a fiamma bassa facendo attenzione che non bruci, 
sciogliere la maizena in un mestolo di brodo, unire il composto al brodo rimanente e versare sul soffritto di porri,
cuocere fino ad avere una salsa densa, aggiustare di sale e frullare con un mixer a immersione.

per il soufflè:

300ml di panna  io 300ml di latte)
3 cucchiai di maizena
30g di burro (io 30g di burro di soja)
6 uova (io 3)
120g di patate
80g di filetto di aringa
1 spicchio d'aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
prezzemolo
olio
sale
pangrattato e burro per gli stampi

accendere il forno a 200°c,
ungere con il burro gli stampi e spargerli di pangrattato, metterli in frigorifero,
lavare e pelare la patata, tagliarla a rondelle e lessarla in acqua salata, scolarla quando sarà cotta ma soda,
pulire da pelle e lische (un lavoraccio sappiatelo) i filetti di aringa e tagliarli a striscioline,
mettere in una padella un filo d'olio e lo spicchio d'aglio, rosolarlo e quando comincia a imbiondire unire l'aringa,
lasciarla cuocere un minuto quindi sfumare col vino e quando sarà evaporato aggiungere le patate,
mescolare per far insaporire bene, aggiustare di sale, unire il prezzemolo tritato, togliere l'aglio e con una forchetta sminuzzare bene pesce e patate, 
mettere da parte a raffreddare,
sciogliere la maizena con un pò di latte freddo ed unirla al latte restante dentro una pentola dal fondo spesso,
cuocere mescolando fino a che si addensa,
togliere dal fuoco e aggiungere il burro, farlo sciogliere sempre mescolando,
dividere i tuorli dagli albumi,
aggiungere i tuorli alla besciamella uno alla volta aspettando che il primo sia perfettamente incorporato prima di mettere il successivo,
unire il composto di patate e aringa, e mescolare per amalgamarli bene alla crema, aggiustare di sale se occorre,
montare a neve non troppo soda gli albumi e incorporarli al composto mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli,
riempire gli stampi per 3/4 e far cuocere per 15-18 minuti fino a che i soufflè saranno gonfi e dorati,
servire con la salsa.

NOTE:
con queste dosi mi sono venuti 8 soufflè, gli stampi che ho usato sono quelli che si vedono nelle foto,
a dire il vero ho preparato i soufflè in due tranche, 4 per giorno, il composto rimanente l'ho conservato in frigorifero e una volta usato per gli altri 4 non ha assolutamente cambiato il risultato finale,
si sformano che è una meraviglia, li ho mangiati sia caldi appena tolti dal forno sia a temperatura ambiente, sempre ottimi!

il lemongrass secco è un regalo di Nora, mai occasione fu più perfetta per provarlo!

la ricetta andrà fuori concorso per le modifiche apportate, ma per me la cosa più importante è essermi cimentata in un'altra "mission impossible".......e adesso vado a mettermi da sola nell'angolino in ginocchio sui ceci!





domenica 16 marzo 2014

foresta nera, no sacher, no entrambe... torta per indecisi






perchè le giornate più lunghe, con finalmente il sole che rende tutto più luminoso mi fanno tanta paura?

paura, una parola che uso spesso, troppo!

un tempo avevo paura di cose "terrene", del traffico, dell'aereo, del vuoto di una funivia, adesso la paura è diventata una forma insidiosa, invisibile, che striscia sotto pelle, sotto l'anima, sotto il cuore e li spacca, li fa esplodere di terrore!
paura della vita, degli affetti, paura di lasciarsi andare perchè per me equivale a sofferenza, se voglio bene il risvolto naturale è la sofferenza, è un'equazione indissolubile!
se vuoi bene ogni cosa che può minacciare questo bene diventa paura e sofferenza!

non miglioro, niente da fare, credevo che il tempo uggioso influenzasse il mio umore e invece con l'esplodere di queste giornate primaverili mi sono resa conto che un giorno è terribilmente lungo, troppe ore da vivere, troppe ore in cui il cervello non smette di macinare pensieri, sempre quelli, sempre quel senso di vuoto, di abbandono, quella paura di vita!

e quella paura mi paralizza, non mi fa andare avanti di un passo, mi inchioda in questa prigione che è la mia non vita!

ma in questa non vita, in questa vita passata per gran parte rintanata, nascosta, spaventata, ci sono giorni che non vedo l'ora che arrivino, giorni fatti di cose semplici, una partita a carte, una cena del sabato, una cena in pizzeria, momenti in cui la mia mente cerca una via d'uscita, si accontenta di quelle poche ore prima di risprofondare nella sua solita maledetta, terribile tana!

ed è in queste serate che accolgo chi viene qui con quello che per me è sempre stato un sinonimo di cura, di accoglienza, di accudimento; il cibo.
cerco di ricordare i gusti di chi lo mangerà, tento di far sì che tutti mangino con piacere, li vizio e li coccolo con dolci sempre diversi!

e questa torta è una di quei dolci preparati per la cena del sabato, una torta indecisa.
volevo una torta cioccolatosissima, la sacher di Knam è strepitosa ma l'avevo già fatta e volevo cambiare, la foresta nera è per i miei gusti troppo pannosa, avevo però in casa della marmellata di lamponi e delle dolcissime amarene sciroppate, perchè non unire le due cose e vedere l'effetto che fa?






SACHER FORESTA NERA:

75g di cioccolato fondente al 60%
65g di burro
20g di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia o i semi di una bacca
3 tuorli
3 albumi
90g di zucchero semolato
65g di farina 00
un pizzico di sale
200g di panna fresca
2 cucchiai di amarene sciroppate
2 cucchiai di sciroppo delle amarene

per la ganache di copertura:
150g di panna fresca
200g di cioccolato fondente al 60%
per la bagna:
30g di rum
70g di acqua
20g di zucchero a velo

preparare la bagna mettendo in un pentolino zucchero a velo, rum e acqua e far bollire per 5 minuti, tenere da parte,
fondere il cioccolato col burro e lasciare intiepidire,
montare i tuorli con lo zucchero semolato e quando sono ben bianchi e spumosi unire la vaniglia, il pizzico di sale e il composto di cioccolato mescolando con una spatola dal basso verso l'alto per non smontare le uova,
montare gli albumi con lo zucchero a velo,
quando saranno a neve ben ferma unire la farina setacciata un cucchiaio per volta mescolando sempre con una spatola dal basso verso l'alto,
unire gli albumi e farina alla massa di tuorli e cioccolato amalgamando bene,
imburrare e infarinare uno stampo da 20-21 cm di diametro, versare il composto e cuocere a 170°c per 35-40 minuti, vale sempre la prova stecchino,
sfornare e sformare la torta e lasciarla raffreddare su una gratella, 
tagliarla orizzontalmente per ottenere 3 dischi e spalmare un disco con la marmellata ai lamponi, sovrapporre il secondo disco, bagnarlo con lo sciroppo al rum,
montare la panna e quando sarà ben soda unire lo sciroppo delle amarene e le amarene spezzettate, 
mescolare per amalgamare bene e spalmare sul secondo disco bagnato, 
coprire con l'ultimo disco facendo attenzione a far combaciare bene i bordi spalmandoli se occorre con un pò di marmellata o panna rimasta,
spezzettare il cioccolato in una ciotola, 
scaldare la panna portandola quasi a bollore e versarla sul cioccolato, mescolare fino a che sarà completamente sciolto, 
posizionare la torta su una gratella e metterla sopra un piatto più grande che possa raccogliere la ganache che colerà, versare partendo dal centro della torta la ganache ed allargarsi verso l'esterno, 
facendo così dovrebbero coprirsi bene anche i bordi,
aspettare qualche secondo e ripetere l'operazione con la ganache restante, 
aspettare fino a che il cioccolato non colerà più,
recuperare dal piatto sotto la gratella il cioccolato e metterlo in una ciotola, 
farlo raffreddare in frigorifero quindi versarlo in una sac a poche con bocchetta a stella e fare le decorazioni.






e dato che oggi compie gli anni la mia amica ostessa e non abbiamo occasione di festeggiare insieme questa giornata, post e fetta di torta sono dedicati a lei:
tanti auguri Ely, ti voglio un gran bene!



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